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La
rete delle idrovie
Padano-Venete
In
Italia, le vie d'acqua interne svolgono un ruolo molto limitato, se
raffrontato alle loro potenzialità. In seguito alla legge 20/11/90
n° 380 il sistema idroviario padano - veneto é entrato a pieno
titolo negli strumenti programmatrici nazionali ed inserito dal 1996 dalla
comunità Europea nella rete transeuropea delle vie navigabili per
il trasporto combinato.
La legge 380/90, nel dichiarare di preminente
interesse nazionale la realizzazione del sistema idroviario padano-veneto,
dispone che alla costruzione e gestione del sistema provvede il Ministero
dei Trasporti.
Si tratta di unintervento strategico, che per la prima volta consente
al nostro Paese di utilizzare, in unarea con forte movimentazione,
una modalità alternativa di trasporto. Infatti il 67% del volume
di trasporto in Italia si concentra in quattro regioni: Piemonte, Lombardia,
Emilia Romagna e Veneto. Tale operazione mira a traslare una quota
di traffico, oggi gravitante su strada, nellidrovia.
L'obiettivo é di consentire una rete di collegamenti interni in
cui possono agevolmente transitare navi della V classe europea, da
2000 tonnellate di portata. Tali navi, che hanno una larghezza di
11,4 metri, rappresentano i mezzi fluvio-marittimi di standard europeo.
La realizzazione di un sistema idroviario nazionale, si rivela uno
strumento poco costoso, in rapporto alle altre modalità di
trasporto, rispettoso dell'ambiente, caratterizzato da un debole
impatto sul territorio in termini di inquinamento da propulsione e
bisognoso di minore energia per tonnellata trasportata. E' inoltre
un sistema più sicuro sia per le persone che per le cose. L'investimento
idroviario quindi, va considerato in un contesto d'investimenti multi-obbiettivo,
la difesa del suolo, l'irrigazione, il turismo, il disinquinamento, il
risanamento ambientale.
La comunità europea finanzia al 50% gli studi di
fattibilità ed interviene fino al 10% sul costo totale dell'opera.
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Ogni
anno sul Po si trasportano 1 milione di tonnellate di merci.
Con i 500 km oggi navigabili se ne potrebbero trasportare 16
milioni!
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STIMA
DELLE SPESE
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| Lavori |
Miliardi
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Foce
Po
Sistemazione alveo di magra |
20 |
Canale
Po / Brondolo
Correzione a V classe - 3 conche, un ponte e risezionamento |
65 |
Porto
Garibaldi
Moli foranei, allargamento canale e bacino commerciale |
20 |
Idrovia
Ferrarese
Trasformazione a classe V per collegamento Po/Mare |
124 |
Idrovia
Ferrarese
Variante Migliaro 36 Porto di Cremona Nuova conca a Po |
40 |
Porto
di Mantova
Raccordo ferroviario e piattaforma per il trasporto combinato |
20 |
Canale
FISSERO /Tartaro/Canalbianco
Completamento tronco iniziale da Mantova fino alla banchina di Ostiglia
e della conca di Travenzuolo |
10 |
Sbarramento
di Isola Serafini
Nuova conca di navigazione |
50
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Porto
di Rovigo
Sistemazione a classe V del Canale Fissero -Tartaro - Canalbianco
dal mare al porto di Rovigo |
10 |
Litoranea
Veneta
Manutenzione conche e dragaggi |
5,4 |
Canale
Po - CR - MI
Costruzione tronco Pizzighettone - Bertonico |
50 |
| TOTALE |
450,4 |
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Tipologia
delle merci che navigano sul Po
I
trasporti sul fiume sono particolarmente adatti nei casi in cui
sia necessario trasportare merci voluminose e pesanti per lunghe
tratte. I principali punti di generazione del traffico di merci
sul fiume Po sono il porto di Venezia, di Chioggia, Porto Levante,
Porto Garibaldi, il porto di Cremona e quello di Mantova.
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- Carichi
eccezionali
- Cemento
- Cereali
- Granaglie
e sfarinati
- Concimi
- Inerti
(sabbia, ghiaia, ecc.)
- Legnami
- Oli
- Prodotti
chimici
- Prodotti
energetici (petroli, GPL, ecc.)
- Prodotti
metallurgici (lamiere, coils, ecc.)
- Sale
- Rifiuti
e scorie
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